La Madonnina del Pescatore

Lungomare Italia, 11 Marzocca di Senigallia - AN

provato l'11 maggio 2002

Spettacolare. Non saprei come altro definire questo ristorante. Ad iniziare dall'ambiente, sul mare, arredato con gusto (anche se assolutamente estraneo al contesto di localita' per famiglie e/o pescatori) e secondo i dettami del minimalismo, rende onore al coraggio di Moreno e Marianna.
Il servizio, impeccabile, e' stravolto nell'abbigliamento, tutti in beige a confondersi con l'ambiente, salvo Marianna, vera e propia padrona di casa, pronta a salutare, consigliare e rendere partecipi al meglio del tutto. Piccole cose ma che fanno una gran differenza. Moreno, nonostante la pluri presenza in tv, in trasmissioni televisive, rimane di una modestia disarmante, e richiesto (come abbiamo fatto noi) -nonostante il ristorante pieno- ci ha accettato in cucina consentendoci un saluto.
E' un emozione, piu' che una cena. Il menu degustazione, una dozzina di piatti, vini compresi, e' una poesia, per la vista innanzitutto. Le presentazioni sono uniche, dal piatto in se', alla ricetta, deficitaria (in apparenza) nella quantita', ma ricchissima nel palato.
Vera nota stonata, rigorosamente personale, e' la scelta dei vini. Il menu degustazione li include, e iniziare con uno Chardonnay spumantizzato Velenosi, assai corposo (giallo dorato!) seguito da un Verdicchio Podium vendemmia tardiva (e quindi dolciastro) di Garofoli, non mi e' sembrato il massimo. Abbiamo indugiato a lungo sullo spumante, che ci sembrava migliore per accompagnare i piatti, che necessitavano di acidita' spiccata (assente, o quasi) nel Verdicchio presentatoci. Di buona struttura il Moscato passito, Dorato, sempre di Garofoli.
Cio' non toglie, tuttavia, che personalizzando la scelta del vino, le emozioni si moltiplichino all'infinito. Il cibo ha toccato livelli eccelsi, con accostamenti arditi ma non estremi, salvo il riccio di mare con il cacao, che pero' nel palato risulta piacevole. Deja vu' l'aperitivo, gelatina di bitter con spuma di bianco d'uovo: il martini, l'aperol o quant'altro in gelatina  la conoscono in troppi.
Per contro il rombo con foie gras e carciofi con panino alla pelle di rombo e' -a tutt'oggi- il miglior piatto mai mangiato in vita mia.   Da ricordare anche il tempura di calamaro in salsa di pompelmo rosa, e il diplomatico di zenzero (non gustatelo con il Moscato, pero'!). Caffe' accompagnato da sorbetto di anice e spuma di nocciola, in un finale leggendario.